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Voto Contro=Sinistra antagonista ammazzata
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GIOELE URSO
In queste prime ore dopo il voto gli analisti si stanno impegnando per comprendere per quale dannato motivo la Sinistra Arcobaleno non sia riuscita ad entrare in Parlamento. Tutto vero quello che si dice. E' vero che i due anni di governo Prodi son stati disastrosi. E' vero che i voti degli operai sono andati alla Lega. E' vero che l'astensionismo ha avuto il suo peso. E' vero che molti di sinistra hanno votato PD.
Tutto vero, ma amplificato per togliere importanza al fattore più significativo. La Sinistra antagonista italiana è stata uccisa dagli stessi uomini di sinistra. E' stata uccisa da chi davanti alla scheda ha pensato a votare contro Berlusconi e non a favore della sinistra. Un voto poco costruttivo e distruttivo a trecentosessanta gradi. Un voto che ha escluso la Sinistra antagonista dal Parlamento lasciando il paese in mano a PDL, PD, Lega Nord, Italia dei Valori, Movimento per l'autonomia e UDC. Qualcuno mi sa dire dove sono i valori di noi di sinistra tra queste formazioni?
Ieri sera i destri ci prendevano in giro: Tremonti diceva che è gravissimo che l'Italia sia l'unico paese nel quale non è rappresentata la Sinistra antagonista, ed è solo per colpa nostra; Maroni diceva che il paese finalmente ha ucciso il comunismo.
Siamo un paese che a livello politico, e non solo, è ancora troppo immaturo...
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Pochi istanti fa si è visto sollevarsi dall'interno della FIAT Mirafiori in corso Settembrini a Torino un mezzo dell'elisoccorso. Si attendono aggiornamenti sulla vicenda.
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25 aprile 2008, Festa della Liberazione
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Venerdì 25 aprile si svolgeranno le celebrazioni in occasione della Festa della Liberazione.
Il programma della giornata prevede: alle ore 9,30 funzione religiosa con omaggio alle tombe presso il Cimitero Urbano; ore 10,15 inaugurazione della Targa ai partigiani Clemente Pasqualino e Molinu Giuseppe affissa presso muro esterno del Centro Sociale di Riva di Pinerolo (via Alla Stazione); ore 10,45 Corteo dal Municipio e deposizione delle corone presso: Lapide di “F. Parri”, Monumento ai Caduti, Monumento ex Internati, Stele ai Caduti per la Libertà. Seguirà il Corteo la Banda A.N.A. di Pinerolo. La manifestazione si concluderà con gli interventi del Sindaco, Paolo Covato, di un rappresentante dell’A.N.P.I. e del Sen. Elvio Fassone.
Nella giornata di venerdì 25 aprile si svolgerà anche il 30° Trofeo della Resistenza, Organizzato dall’Associazione UISP di Pinerolo: le gare avranno inizio alle ore 9,00 presso la piscina comunale di Pinerolo.
Giovedì 24 aprile, si terrà l’inaugurazione del Monumento “Caduti Liberazione” alle ore 9,45 e alle ore 10,30, in Piazza Volontari della Libertà, si terrà il Concerto “Gioco del Mondo” del Gruppo musicale Yo Yo Mundi, con ingresso gratuito.
Il Sindaco, Paolo Covato, commenta: “La Resistenza non fu solo guerra partigiana, lotta armata che costò tanti morti e tanti sacrifici e che riscattò l'Italia anche di fronte agli alleati. Fu anche solidarietà di popolo di fronte alle tremende prove della guerra, resistenza dei militari che rifiutarono di schierarsi con il governo di Salò, resistenza di popolazioni che prestarono aiuto agli ebrei perseguitati. La Costituzione Italiana nata dalla Resistenza, nell’affermare i valori, i principi e i diritti che il fascismo nega nella dottrina e nella pratica, come disse Aldo Moro, è una Costituzione antifascista. Il 25 aprile, nella giornata della Liberazione e nel sessantesimo anniversario della Costituzione Repubblicana, festeggiamo consapevoli che occorre sempre vegliare per la difesa dei loro valori”.
La Città di Pinerolo mette a disposizione di chi volesse partecipare alla manifestazione un pullman con partenza dal Municipio alle ore 9,00: al termine della S. Messa trasferimento in via alla Stazione – Riva di Pinerolo (Centro Sociale) e ritorno al Palazzo Comunale al termine dell’inaugurazione.
Per maggiori informazioni: Comune di Pinerolo tel. 0121/361210
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“Vicino a te”: un servizio per donne in difficoltà
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Il Telefono Rosa è un’associazione che fornisce servizi di supporto a donne e giovani vittime di violenza, abusi, maltrattamenti o che vivono situazioni di disagio o di difficoltà.
Il camper del Telefono Rosa “Vicino a te” sarà presente anche nella Città di Pinerolo con lo scopo di informare, accogliere, ascoltare e orientare su temi come violenza e soprusi, diffondere una rete di servizi per la sicurezza contro molestie, abusi e discriminazioni sui luoghi di lavoro.
L'Associazione Volontarie del Telefono Rosa sarà presente in Pinerolo di fronte al Teatro Sociale di piazza Vittorio Veneto dalle ore 09,00 alle ore 13,00 nelle giornate: 19 aprile 2008, 17 maggio 2008, 21 giugno 2008, 19 luglio 2008, 20 settembre 2008, 18 ottobre 2008, 29 novembre 2008, 20 dicembre 2008.
Per maggiori informazioni: “Vicino a Te” tel. 011.530666 - 011.5628314 fax 0ll.549184 - mail: telefonorosa@mandragola.com - tel_rosa@show.it - sito web www.telefonorosatorino.it
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SPAZIO MENTALE/FISICO
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Venerdì 18 aprile alle 19,30 si inaugura, al Diwan Café di Torino, la mostra di installazioni site-specific dell’artista veneziana Caterina Margherita, opere pensate per enfatizzare, attraverso immagini e forme, le caratteristiche principali del luogo in cui sono ospitate.
La mostra di Caterina Margherita è il terzo appuntamento della rassegna Spazio mentale/fisico, cinque appuntamenti incentrati su altrettante concezioni dello spazio di cinque artisti del Collettivo artisti.
Curata da Mimmo La Grotteria, che l’ha inaugurata con la sua personale, seguita da quella di Lisa Parmigiani, la rassegna Spazio mentale/fisico propone cinque diverse analisi sull’ambivalenza del luogo inteso come spazio fisico e/o mentale. Prossimamente esporranno Sara Grazio e Marco Lampis.
Alle declinazioni individuali del concetto di spazio dei cinque artisti si affiancano di volta in volta gli interventi dei critici Federica Tammarazio e Michele Bramante.
I cinque artisti di Spazio mentale/fisico si sono incontrati a Torino in occasione del progetto Abitare il confine - mostra collettiva curata nel 2006 da Domenico Papa presso il Forte di Fenestrelle - sviluppando il desiderio di lavorare a stretto contatto intorno a tematiche comuni.
Nel presente, in cui è alta la probabilità che sia l’indifferenza a seppellirci, forse ci salverà l’empatia
Di fronte alla repressione, nella seconda metà dell’Ottocento, un non noto anarchico rispose all’arresto con la frase: “Sarà una risata che vi seppellirà”, alludendo alla sconfitta morale di una forza che vede svanire il proprio potere fondato sulla brutalità dalla reazione gioiosa e sorridente dalle sue stesse vittime. Seppelliti da una risata.
Due momenti storici come il Sessantotto e il Settantasette in Italia ricontestualizzarono questa frase, senza di troppo cambiarne il senso o l’ambito d’uso. Nella speranza che una risata potesse seppellire chi veramente stava sotterrando il Paese sotto quintali di guai.
L’arte del tempo, di quarant’anni fa, parlava dell’addio a un’oggettualità che sembrava un peso, più che un valore, e celebrava la perfetta disposizione della creatività umana a confrontarsi con il progetto, sede dell’idea, più che con la sua messa in atto. Ad Amalfi l’esposizione Arte Povera + Azioni Povere ne era la consacrazione.
In effetti, è scorretto ridurre la produzione artistica degli anni Settanta alla sola poetica della smaterializzazione dell’oggetto, che investe molti dei campi linguistici del periodo, ma che escluderebbe una larga fetta della produzione del decennio.
La scultura, in particolare, sembra costituire il linguaggio meno indissolubilmente legato alla tradizione, e perciò più duttile nell’evolversi e nel poter divenire strumento espressivo dei concetti e delle idee del momento storico. In opposizione alla pittura, considerata, infatti, una produzione al limite dell’eretico e dell’inefficace, la scultura si presta a una rilettura delle proprie tecniche di produzione e a una compenetrazione con le esperienze nate nei tardi anni Sessanta, che nel decennio seguente trovano compiutezza e strutturalizzazione formale oltre la sperimentazione iniziale.
È il caso delle installazioni, delle opere site-specific, e dell’arte ambientale, tutte esperienze legate alla produzione della Land art e afferenti, ma che propongono risultati e progetti autonomi da quelle declinazioni.
In effetti, le pratiche creative tradizionali vanno a decadere, ma la realizzazione degli apparati progettuali si risolve in una produzione plastica e tridimensionale, mantenendo in sostanza i caratteri percettivi superficiali della scultura.
Come leggere quest’esperienza, ormai storicizzata oggi? Una delle risposte è l’arte pubblica, tramite la quale l’ambiente urbano dell’uomo si fa spazio dell’arte alla ricerca di un legame con i propri abitanti e di continuità con una storia territoriale più o meno lontana.
Gli esterni urbani spesso si accostano, come già in alcune esperienze concettuali degli anni Settanta, all’analisi degli interni in cui l’uomo conduce la propria esistenza: è questo il tema centrale della tedesca Rosemarie Trockel (1952), che sviluppa la poetica delle cosiddette sleeping rooms e conduce, anche tramite il lavoro a maglia, una riflessione sui ruoli e gli spazi della donna nel contemporaneo. L’ambiente interno e intimo dell’abitare e del vestirsi è spesse volte rovesciato nei progetti di Lucy (1966) e Jorge Orta (1953), che lavorano insieme dall’inizio degli anni Novanta al concetto di abitazione, di occupazione dello spazio e di identità, instaurando un dialogo molto serrato con le architetture urbane e interiori. Altri artisti operano in aree aperte dando vita a vere e proprie architetture naturali come l’americano Patrick Dougherty e la francese Dominique Gonzalez-Foerster (1963).
In quest’ambito, esteso qui all’internazionalità delle maggiori esperienze in atto, pone la sua ricerca l’artista veneziana Caterina Margherita, che tende a unire le pregresse esperienze scultoree con una nuova impostazione del lavoro in situ.
Raccontare un luogo diviene momento creativo, attenzione al dettaglio e a universi esistenziali e abitativi nascosti; raccontare diviene in qualche modo svelare, o ancora più ritualmente ri-velare.
Questa vicinanza, questo abbandono della visione distanziata è alla base di una comunicazione che l’artista vorrebbe instaurare tra abitante e abitato, nell’ottica di un abbandono del distacco e della superficiale conoscenza del proprio contesto di vita.
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Due medici italiani in Vietnam per ridare la vista ai bambini
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Hanno trascorso una settimana a Da-Nang, cittadina che sorge sulla riva occidentale del fiume Hán, nel centro del Vietnam, operando bambini ed adulti con problemi alla vista e insegnando a medici e infermieri locali come curare le malattie oculari più diffuse. È l'esperienza di due medici genovesi, Francesco Bernardini, oculista, specialista in chirurgia oculoplastica, ricostruttiva ed orbitaria e Giovanni Giordano, oculista, specialista in malattie della retina, gli unici due italiani che hanno partecipato ad aprile all'ultimo progetto promosso da Orbis, associazione statunitense non governativa che promuove il "right to sight", ossia il diritto a vedere, nei Paesi in via di sviluppo.
I due italiani, insieme con un terzo collega statunitense, Kwom Young, proveniente dall'University of Iowa, oculista specializzato nella cura di cataratta e glaucomi, per sette giorni hanno curato i pazienti vietnamiti, insegnando contestualmente al personale medico locale. Il tutto a bordo del DC-10 di Orbis, un aeroplano che è una sorta di ospedale-scuola volante: il velivolo è infatti dotato di sala operatoria, telecamere per riprendere gli interventi e monitor per trasmetterli in diretta ai colleghi del posto. «Nel mondo ancora oggi troppi bambini e adulti perdono la vista perchè non hanno accesso alle cure sanitarie - dice Francesco Bernardini -. Lo scopo di Orbis non è solo portare i medici occidentali nei paesi più poveri per curare le persone affette da problemi alla vista, ma è soprattutto insegnare ai professionisti locali le tecniche per curare le malattie più diffuse e, se necessario, donare i macchinari necessari per farlo. In questo modo è possibile risolvere definitivamente i problemi».
Come in molti paesi in via di sviluppo, anche in Vietnam esiste un numero elevato di pazienti con problemi che potrebbero compromettere la vista se non trattati adeguatamente, che potrebbero guarire ricevendo le adeguate cure mediche. Si stima che in tutto il Paese siano mezzo milione le persone con problemi alla vista: la maggioranza di questi risiede nelle aree rurali, dove è più difficile ricevere cure adeguate ripetto ai grandi centri urbani. Nelle campagne non ci sono oftalmologi ma infermieri con nozioni di base nella cura degli occhi e pochi strumenti per prevenire e curare la cecità. Lo scopo di Orbis e dei medici volontari è di estendere le cure anche in periferia. «Sono particolarmente soddisfatto di questa missione -dice Bernardini, che dal 2000 a oggi ha già volato sette volte con l'ospedale-scuola di Orbis, recandosi in Myanmar, India, Uzbekistan, Cina ed Etiopia -. Ho trovato un medico molto in gamba, la dottoressa Hai, a cui ho insegnato l'intervento chirurgico per curare l'"abbassamento" della palpebra -conosciuta in gergo tecnico come ptosi palpebrale- una patologia piuttosto diffusa tra i bambini ed anche gli adulti. Ho eseguito dieci interventi in sei giorni, alcuni a bordo dell'aeroplano di Orbis altri nell'ospedale di Kananga. Dopo aver imparato la tecnica, la dottoressa vietnamita ha operato sotto la mia supervisione: questo significa che adesso sa come trattare questa patologia e potrà insegnarla ad altri».
L'abbassamento della palpebra. La ptosi congenita è un problema che si verifica per cause non ancora chiare e che provoca la "caduta" di una palpebra, con l'effetto di ottenere un occhio più chiuso dell'altro. Il disturbo non è solo estetico, ma anche funzionale in quanto limita la vista e "atrofizza" il muscolo della palpebra superiore. Si corregge intervenendo in anestesia locale sul muscolo elevatore della palpebra superiore che spesso risulta indebolito o disinserito. Nei casi più gravi bisogna intervenire prelevando del tessuto dalla gamba del paziente, la fascia lata, che serve per collegare la palpebra al sopracciglio, in modo da far riprendere il muscolo a funzionare evitando che si atrofizzi.
Il progetto Orbis. Secondo i dati della World Health Organization, al mondo ci sono 37 milioni di persone non vedenti, di cui 1.4 milioni di bambini minori di 15 anni. Il 75 per cento dei casi di cecità sono curabili e/o prevenibili, mentre il 90 per cento delle persone senza vista vive nei paesi in via di sviluppo. La WHO stima che, senza interventi mirati, il numero dei ciechi raggiungerà nel 2020 quota 75 milioni. Orbis International è stato creato per abbattere queste statistiche: il suo aeroplano, ribattezzato Flying Eye Hospital, ha preso il volo per la prima volta nel 1982. All'interno del velivolo è stato allestito un ospedale equipaggiato, che offre la possibilità di formare nuovi medici, e che permette, oggi, di portare le tecnologie e competenze necessarie per salvare la vista nei paesi in via di sviluppo attorno al mondo.
Dal 1982, Orbis ha promosso più di 900 programmi salva-vista in 86 paesi, insegnando a oltre 195mila oftalmologi, infermieri, ingegneri biomedici e altri operatori sanitari. Almeno sei milioni di persone sono state curate direttamente dai volontari di Orbis, mentre un numero non quantificabile ha ricevuto, come risultato dei loro insegnamenti, la possibilità di tornare a vedere. La squadra di volontari si avvale di circa 500 tra dottori, infermieri e altri operatori provenienti da tutto il mondo, che mettono a disposizione una settimana all'anno per curare gli occhi delle persone meno fortunate. L'Italia è rappresentata dai medici genovesi Francesco Bernardini e Giovanni Giordano. La gran parte degli sforzi di Orbis si concentra sulla cecità evitabile tra i bambini, ma anche alla cura di malattie come catarrata, cecità corneale, retinopatia diabetica, glaucoma, tumori orbitali e trauma, retino blastoma, retinopatia prematura e strabismo. Per maggiori informazioni, visitare il sito www.orbis.org.
Francesco Bernardini - Profilo Professionale. Laureato con lode in Medicina e Chirurgia all'Università di Genova nel 1992, nel 1998 Francesco Bernardini consegue il Diploma di specializzazione in Oftalmologia all'Università di Genova con lode. Nel frattempo ottiene l'abilitazione professionale per gli Stati Uniti (1996) che gli permette di ottenere una fellowship clinica di 2 anni in Chirurgia oculoplastica, ricostruttiva e orbitaria all'Università di Cincinnati in Ohio, Stati Uniti.
È socio della Società oftalmologica italiana (Soi), Società italiana di chirurgia oftalmoplastica (Sicop), American Academy of Ophtalmology (Aao), European Society Oculoplastic reconstructive surgery (Esoprs) e American Society Oculoplastic reconstructive surgery (Asoprs). Attualmente è libero professionista, ma svolge consulenze anche in diversi ospedali di Genova e Torino, mentre svolge attività didattica come professore a contratto per la chirurgia dell'orbita e delle palpebre all' Università di Genova. Ha partecipato come relatore a un'ottantina di corsi e congressi internazionali in Italia e in tutto il mondo, ha organizzato 3 congressi internazionali in Italia e ha all'attivo una ventina di pubblicazione su riviste internazionali. È reviewer (revisore) per riviste specialistiche come l'America Journal of Ophthalmology. I suoi studi privati si trovano a Genova e a Torino.
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COMUNICATO - Teatro della Caduta
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TEATRO DELLA CADUTA PRESENTA
Venerdì 11 APRILE 2008 - h 21.00
GUERRILLA
Monologo di Andrea Roncagliene e Federico Basso. Con Federico Basso
Guerrilla è un monologo in forma di diario d’un ragazzo che, un giorno d’inizio estate, s’imbarca ad Ancona su un traghetto diretto a Creta. Ma a Creta non arriverà mai. Dopo esser stato sbalzato in mare durante una tempesta, sbarcherà su un’altra isola. Questa è un’isola senza nome, incontaminata, piena di animali esotici e con una foresta immane e vergine, nel centro. E’ anche piena di turisti e di manufatti che i frequenti temporali lasciano sulle sue incantevoli spiagge: oggetti di comune utilità e armi. Soprattutto armi.
Guerrilla è un racconto allegorico e visionario. Narra un amore, ma soprattutto una guerra: quella che ben presto scoppia tra i turisti della parte est e quelli della parte ovest dell’isola. Incidentalmente, vi si narra anche dell’uomo, del suo ventre. E del suo cuore.
Sabato 12 APRILE 2008 - h 21.00
RADIO TIRANNA
Canzoni da hit parade, canti sgualcitati, conformismi e guerriglie culturali con Le Filastrocche di Legno
Lo spettacolo del potere, il potere dello spettacolo. Il potere si serve dello spettacolo. Lo spettacolo studia il potere. Se in una fantomatica nazione capitalistico/totalitaristica radio tiraNna, la libera emittente di stato, invitasse la compagine delle Filastrocche di Legno a esibirsi in diretta nazionale che cosa potrebbe accadere? Canzona da hit parade e canti scalcinati, conformismi e guerriglie culturali, repressioni e insurrezioni corsare, languide dolcezze ed emozioni da sconquassare il cuore: ecco gli ingredienti dello spettacolo che consacrerà stabilmente e definitivamente le Filastrocche di Legno.
Sul palco del teatro tre musicisti, Sergio Di Gennaro (fisarmonica e cori), Marco “Dima” Di Maio (chitarra e cori) ed Enrico “Riqu” Bruno (cajon e cori) ed un didatta-cantautore, Filippo “Filo” Sottile (voce e chitarra). Con la straordinaria partecipazione di Andrea Roncaglione nel ruolo del perfido speaker.
Radio tiraNna è un'idea di Filippo Sottile. I testi del perfido speaker sono di Roncaglione e Sottile. Le musiche sono di: Bruno, Di Gennaro, Di Maio, Italiano, Sottile.
Martedì 15 APRILE 2008 - h 21.00
“SPEGNI LA LUCE E CADI”
Consueto appuntamento del martedì al Teatro della Caduta di via Buniva dove a partire dalle 21 viene proposto il varietà poetico-musicale “Spegni la luce e cdi”. Protagonisti della serata il conduttore Guido Catalano che insieme ad una serie di ospiti intrattiene la platea attraverso la lettura di brani letterari e poetici con il contributo musicale di Andrea Gattico al pianoforte e Mayumi Suzuki al violino.
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COMUNICATO - Condanna della repressione Cinese in Tibet
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Il 1° aprile 2008 il Consiglio Comunale di Pinerolo ha approvato, con due astenuti, una “mozione di condanna alla repressione cinese in Tibet”.
Dal testo della mozione:
“CONSIDERATO che il Consiglio Comunale di Pinerolo ha aderito all’Associazione ‘Comuni, Province e Regioni per il Tibet’ nel 2002; tale adesione rappresenta un atto di solidarietà con il Tibet e comporta l’impegno di ‘mantenere esposta la bandiera tibetana in un locale del Comune di Pinerolo fino a quando il Governo della Repubblica popolare di Cina e il Governo tibetano in esilio non avranno concordato un nuovo status che garantisca una piena autonomia per il Tibet; nella recente visita nella nostra Regione il Dalai Lama ha sottolineato che l’autonomia del Tibet e il ristabilimento dei diritti umani devono avvenire con metodi non violenti; la rivendicazione di diritti umani e della libertà religiosa deve prevalere sugli interessi economici; le Olimpiadi devono essere un reale momento di affermazione dei principi di convivenza pacifica, incontro e dialogo; ESPRIME una ferma condanna per i fatti che accadono in Tibet; INVITA il Governo ad esprimere una immediata condanna di quanto accaduto; a chiedere alla Cina di aprire il dialogo con il leader spirituale dei tibetani.”
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COMUNICATI - Laicità della ragione, razionalità della fede?
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Giuristi, politologi, teologi e filosofi, laici, cattolici e protestanti a confronto in un Convegno sul rapporto tra fede e ragione: quale influenza della religione sulla sfera pubblica?
17-18 aprile 2008
Giovedì 17 e venerdì 18 aprile al Teatro Vittoria di Torino si terrà il Convegno Laicità della ragione, razionalità della fede? promosso dal Centro Evangelico di Cultura “Arturo Pascal”, dal Centro per la Riforma dello Stato e dal Centro Studi Filosofico-religiosi “Luigi Pareyson”, con il contributo della Città di Torino, del Centro di Ricerca sulla Biopolitica “Bios” dell’Università del Piemonte Orientale e del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Torino nonché il patrocinio della Facoltà Valdese di Teologia di Roma e della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale – Sezione di Torino.
Il Convegno – che si propone di far dialogare, su un piano scientifico e non polemico, giuristi e politologi con filosofi e teologi intorno alla questione del rapporto tra la religione e lo spazio pubblico del diritto e della società – muove dall’esigenza di riproporre, a fronte della crisi del pluralismo dei valori e al risorgere dei fondamentalismi, il nodo teorico del rapporto tra fede e ragione, nell’intento di contribuire a fare chiarezza sulle loro reciproche relazioni ed elaborare una proposta in grado di preservare l’autonomia di entrambe.
Articolato nelle quattro sessioni Fede e spazio pubblico, La lezione di Ratisbona, Le posizioni protestanti e Crisi della “crisi della ragione”?, il Convegno intende riflettere sull’ipotesi della perdita della forza veritativa e normativa della ragione, sulla crisi della ragione stessa in ambito giuridico e politico nonché sulle questioni teologiche connesse all’idea di una fede intesa come custode della ragione e possibile fondamento dello Stato e della politica, secondo quanto sembrerebbe emergere dalle tesi di Benedetto XVI.
Laici, cattolici e protestanti, i relatori – Gustavo ZAGREBELSKY, Mario TRONTI, Piero CODA, Oreste AIME, Sergio ROSTAGNO, Paolo RICCA, Pietro BARCELLONA, Claudio CIANCIO e Fulvio FERRARIO, coordinati da Mario DOGLIANI, Federico VERCELLONE, Maria Cristina BARTOLOMEI e Ugo PERONE – si confronteranno da posizioni diverse intorno alla necessità, manifestata da più parti, di elaborare un nuovo orizzonte normativo per la vita pubblica.
Informazioni: info@centroculturalepascal.org e 011 6692838
Laicità della ragione, razionalità della fede?
17-18 aprile 2008
Teatro Vittoria
Via Gramsci 4 – Torino
Giovedì 17 aprile
ore 9,45
FEDE E SPAZIO PUBBLICO
Gustavo ZAGREBELSKLY – Università di Torino
Mario TRONTI – Centro per la Riforma dello Stato
Presiede Mario DOGLIANI – Università di Torino
ore 14,30
LA LEZIONE DI RATISBONA
Piero CODA – Pontificia Università Lateranense
Oreste AIME – Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, Torino
Presiede Federico VERCELLONE – Università di Udine
Venerdì 18 aprile
ore 10,00
LE POSIZIONI PROTESTANTI
Sergio ROSTAGNO – Facoltà Valdese di Teologia, Roma
Paolo RICCA – Facoltà Valdese di Teologia, Roma
Presiede Maria Cristina BARTOLOMEI – Università Statale di Milano
ore 14,30
CRISI DELLA “CRISI DELLA RAGIONE”?
Pietro BARCELLONA – Università di Catania
Claudio CIANCIO – Università del Piemonte Orientale
Fulvio FERRARIO – Facoltà Valdese di Teologia, Roma
Presiede Ugo PERONE – Università del Piemonte Orientale
Il Centro Evangelico di Cultura “Arturo Pascal” di Torino – legato alla Chiesa Evangelica Valdese – intende contribuire a diffondere in Italia il pensiero e la cultura del protestantesimo.
L’attività del Centro – presieduto da Luca SAVARINO – si concentra su alcune aree tematiche che caratterizzano storicamente la presenza evangelica in Italia: le questioni legate a laicità, ecumenismo e dialogo interreligioso, le sfide etiche e intellettuali poste dalle nuove tecnologie scientifiche nonché il dialogo tra filosofia e teologia.
Il Centro Studi Filosofico-religiosi “Luigi Pareyson” di Torino – diretto da Claudio CIANCIO e Maurizio PAGANO e costituito su iniziativa di un gruppo di docenti accomunati dall’essere allievi, amici ed estimatori del filosofo da cui prende il nome – conta tra i fondatori l’Università di Torino e la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.
Il Centro promuove studi di carattere filosofico-religioso attraverso conferenze, convegni e borse di studio, la raccolta di materiale bibliografico relativo a Luigi Pareyson e la realizzazione di pubblicazioni scientifiche tra cui l’“Annuario Filosofico” e le “Opere Complete di Luigi Pareyson”.
Il Centro per la Riforma dello Stato – fondato nel 1972 da Umberto Terracini, con la presidenza di Pietro Ingrao, e attualmente presieduto da Mario TRONTI – prosegue e sviluppa la tradizione di studio e di ricerca delle forze democratiche e progressiste sui processi di trasformazione degli ordinamenti giuridici contemporanei, dei sistemi politico-istituzionali, degli apparati amministrativi nonché dei meccanismi di rappresentanza e intermediazione degli interessi promuovendo il confronto con studiosi, operatori e istituzioni di ricerca di diverso orientamento ideale, politico e culturale.
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POSTA - God bless America
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Abbiamo ricevuto in un anno parecchia posta dai nostri lettori, adesso cercheremo poco per volta di pubblicare tutte le news. Ovviamente per le vostre mail e segnalazioni, redazione@ilpizzino.info. In data 12 dicembre 2007 abbiamo ricevuto questa mail, a voi il giudizio:
Il dollaro in passato quotava contro Euro 0,82. Oggi quota circa 1,48. La differenza quanto è? Beh sin qua direi che è facile. 0,66 centesimi. Che in percentuale fa 80.48%. E qualcuno direbbe che l'Euro si è rivalutato. Io direi di più che è stato semplicemente svalutato il dollaro. Perchè? Continuiamo con il calcolo. Il Petrolio veniva contrattato attorno ai 20 dollari al barile nel periodo in cui il cambio Euro Dollaro era 0,82. Proviamo a fare una trasformazione in Euro che è la nostra moneta? Bene un barile all'epoca valeva 24,40 Euro. Quanto vale oggi? Beh il massimo è stato toccato a 98 dollari e oggi quota circa 90. Quindi oggi vale 60.80 Euro. E già questo dovrebbe far capire a qualcuno alcuni concetti. Ma andiamo oltre. Quanti litri ci stanno in un barile? 158. Bene facciamo un esempio semplice. Ipotizziamo di trasformare un litro di petrolio in un litro di gasolio solo per comodità di calcolo. Se un barile valeva 24.40 Euro vuol dire che un litro costava0.154 Euro. Oggi invece costa 0.385. Quindi 0.23 Euro di differenza. Ma una domanda mi sorge spontanea. Quanto è aumentato il costo del gasolio? Primo pieno in Euro del sottoscritto pagato 0.865 a litro. Questa mattina 1.307 Ops la differenza è 0.442 Euro. Come direbbe qualcuno "I conti non tornano". Io aggiungerei "a noi" ma a qualcun altro tornano eccome.
Adesso vi faccio una domanda. Perchè è stata fatta la guerra in Iraq? E perchè gli italiani erano a Nassirya? Semplice Saddam voleva il pagamento in Euro. E a Nassirya ci stanno i pozzi dell'Eni. Capite il vero significato della frase "andiamo a portare la democrazia". Altra domanda. Come mai l'Iran sarebbe il prossimo obbiettivo? Risposta esatta anche loro vorrebbero il pagamento in Euro. E l'Arabia? Ci stanno pensando. E gli altri produttori? Anche loro ci stanno facendo un pensierino. Eh si ma qualcuno direbbe e allora cosa ci azzecca la Cina. Sono pieni zeppi di dollari, a seguito delle esportazioni, e non sanno cosa farsene visto che gli Americani sono pieni di debiti e continuano a svalutare giorno dopo giorno la loro moneta. Persino la modella Giselle Bundchen ha deciso che i nuovi contratti li firmerà solo se pagata in Euro. Mica stupida.
VI è chiaro perchè il prezzo del petrolio sale? Devono far guadagnare i produttori in modo che non decidano veramente di cambiare la valuta.
In estrema sintesi ogni volta che facciamo il pieno sovvenzioniamo gli Americani
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ATTUALITA' - Comune di Pinerolo vs Sindacato
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GIOELE URSO
Brutto colpo per il Comune di Pinerolo che il 7 marzo ha subito da parte del Giudice del Lavoro, Giuseppe Salerno, la sentenza di condanna perchè riconosciuta la natura antisindacale della delibera di giunta del 27 luglio scorso in cui veniva ridefinito il servizio di reperibilità dei dipendenti di alcuni assessorati senza aprire un tavolo di contrattazione con i sindacati. Per capire meglio abbiamo sentito Marco Boselli, coordinatore RSU del Comune.
Può raccontarci cosa è successo?
In alcuni casi le trattative vengono ufficializzate con verbali o accordi a livello nazionale, mentre in altri casi si fa una contrattazione decentrata e si tenta un accordo tra le parti. Sul caso specifico, la reperibilità istituita dal Comune di Pinerolo, c'era stata una contrattazione che riguardava i settori interessati da questo tipo di servizio. Il contratto nazionale non prevedeva la contrattazione, ma le parti liberamente hanno scelto di inserirlo in un contratto decentrato. Questa cosa ha fatto si che quando l'amministrazione ha chiesto di modificare la platea dei dipendenti interessati da questo servizio, allargando ad altri dipendenti tecnici di questo ente il servizio, la RSU ha richiesto che prima di decidere le modalità ci doveva essere una contrattazione. In parole povere se prima abbiamo contrattato quali erano i settori interessati, ora contratteremo l'allargamento. Su questo punto l'amministrazione non è mai stata disponibile a contrattare ritenendo di valutare le proposte fuori dalla contrattazione. Purtroppo anche su altre tematiche l'amministrazione non ha rispettato i dettami del contratto dell'ente e di quello nazionale.
A questo punto il sindacato ha preso una posizione propria.
Trovati di fronte a questa chiusura, e ci sono dei verbali a testimonianza di ciò, abbiamo sentito il coordinamento di Torino e al di là del tema, ovvero la reperibilità, abbiamo deciso di agire per garantire il rispetto delle trattative. Se c'è un accordo va rispettato: se abbiamo preso un accordo io e lei e poi una delle due parti manca, l'altra può fare ricorso. Siccome ciò si è verificato per più argomenti e con lo stesso meccanismo ad un certo punto il sindacato si è chiesto quale fosse il suo ruolo. Così diventava ingestibile l'attività sindacale. Il primo accordo era venuto dopo una contrattazione, sentiti i lavoratori. Nel momento in cui il Comune ha deciso di agire sulla reperibilità, noi avevamo rassicurato i lavoratori che ci sarebbe stata una contrattazione, poi sono arrivati ordini di servizio che hanno danneggiato anche l'immagine del sindacato, quindi la citazione.
Una via d'uscita c'era: l'invito alla mediazione di febbraio da parte del giudice. Cosa è successo?
Noi abbiamo preparato una bozza di modifica dell'articolo del contratto in cui inserivamo alcuni punti che andavano a regolare l'utilizzo di alcuni dipendenti. Esempio: noi abbiamo un collega che ha tre figli tra i tre e i nove anni e che abita a ventisei minuti di strada dal comune, calcolato dall'amministrazione. Il dipendente deve essere in trenta minuti al lavoro: come si fa a pensare che una donna prepari tutto in quattro minuti e arrivi? Si cercavano dei criteri per garantire l'esenzione dal servizio per alcune tipologie di carichi familiari. Queste proposte sono ragionevoli ed in più l'esonero viene garantito per motivi di famiglia, allora cosa non va?
Questa è una proposta che abbiamo fatto sul tema della reperibilità per arrivare ad un nuovo contratto decentrato che avrebbe impedito di andare ad una seconda udienza, ma il Comune non ha sentito.
Quali sono le sanzioni per chi non si presenta al lavoro in trenta minuti?
Il contratto non parla di sanzioni. Credo rientrebbe nelle sanzioni normali per il ritardo sul posto di lavoro: prima censura, poi sospensione per qualche giorno e sempre più in là.
Il morale della favola di questa disussione è la decisione della natura antisindacale dell'azione del Comune. Cosa significa per il sindacato?
E' stato ribadito che dove si fanno accordi con la contrattazione questi possono essere modificati solo con la contrattazione. Per quanto riguarda la reperibilità l'ente sta cercando di intervenire.
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ATTUALITA' - Una speranza per Giulia
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GIOELE URSO
Avere una figlia e rendersi conto che qualcosa non va. Avere una figlia e cercare di aiutarla. Avera una figlia e non volersi arrendere davanti alle logiche logoranti dei meccanismi economici e sanitari che non curano il singolo, ma cercano vie di sviluppo solo per le masse. Cesare Sartirana padre di Giulia è in questa situazione. Sua figlia ha gravi problemi psicomotori e dopo anni di studi ed esami non si trova una diagnosi, ma lui non si vuole arrendere e noi vogliamo aiutarlo.
Ci vuole raccontare la storia di sua figlia?
“Tra un mese mia figlia compie quattro anni e su mia figlia non c’è ancora una diagnosi. Mia figlia ha un ritardo psicomotorio gravissimo, ma la causa di questo ritardo è assolutamente sconosicuta. Tutte le indagini e gli esami fatti nel corso di questi anni non hanno portato a nulla. I medici ci hanno abbandonato in quanto non sanno a chi rivolgersi e che esami fare e noi siamo lasciati in balia di noi stessi.”
In poche parole dagli esami fatti non risulta alcuna anomalia?
“Non risulta nulla. Abbiamo iniziato a riscontrarae qualcosa intorno ai 4 o 5 mesi quando abbiamo visto che mia figlia non faceva nulla di tutto ciò che facevano gli altri bambini. Abbiamo fatto indagini ed esami, ma non è risultato nulla. Tutti gli esami non hanno portato a nulla. Io ho raccontato la storia di mia figlia su un sito, www.unasperanzapergiulia.it, dove ho raccontato la storia e scritto che i medici ci hanno abbandonato. Essendo un caso raro magari non c’è motivazione per approfondirlo perché non è conveniente economicamente. Si sa che le malattie rare colpiscono troppi pochi bambini per crearci un business. Io sto cercando strade alternative e sono venuto a conoscenza di una terapia basata sulla ossigeno-terapia e si effettua negli USA. Non fa miracoli, non si parla di guarigioni ma di miglioramenti. A fronte di mia figlia che è ferma con lo sviluppo psicomotorio all’età di tre mesi ed ha quattro anni per me la parola miglioramento significa già un grosso miracolo.”
Sapete di qualche altra famiglia che vive la vostra stessa situazione?
“Attraverso tutti i canali ufficiali degli ospedali che abbiamo frequentato non abbiamo trovato altri casi simili e dicono che è un caso unico. Da quando ho creato il sito sono entrato in contatto con altri genitori che sono nella mia situazione. Si ipotizza una tremenda realtà ovvero che questi bambini abbiano subito il danno da vaccino.”
E’ un risvolto delicato
“E’ un risvolto delicato, ma ci sono dei dati oggettivi. Mia figlia dopo il vaccino si è bloccata e lo sviluppo si è fermato il giorno del vaccino. Altri genitori mi hanno confermato una situazione simile e quindi si ipotizza che possa essere quello. Questo rende ancora più dolorosa la situazione. A fronte di una figlia nata sana è poi successo qualcosa che me l’ha fatta ammalare. Parlo del vaccino esavalente obbligatorio che è previsto che debbano fare tutti i bambini all’età di tre mesi ed il richiamo all’età di sei mesi. Dico ciò perché molti fattori mi fanno pensare che possa essere un’ipotesi verosimile. Adesso il problema diagnosi per me è secondario, l’importante è che mia figlia migliori e dal momento che i medici non mi hanno dato uno spiraglio io ho intrapreso una mia battaglia cercando di aiutare mia figlia anche con cure alternative non praticate in Italia. Son già stato contattato anche da medici che mi dicono che in Italia si può fare ossigenoterapia nelle camere iperbariche. È vero che in Italia ci sono le camere iperbariche ma non sono utilizzate per trattamenti neurologici nei bambini. Il protocollo medico in Italia non lo prevede, per questo mi rivolgo all’estero ed i medici davanti alla mia richiesta di aiuto per avere finanziamenti per una cura medica all’estero me li rifiutano perché non riconoscono questo tipo di cura.”
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POLITICA - Potrebbero essere rinviate le elezioni
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GIOELE URSO
La riammissione della Dc di Giuseppe Pizza, decisa ieri dal Consiglio di Stato, potrebbe comportare un rinvio della data delle elezioni. A dirlo è stato il ministro dell'Interno Giuliano Amato che, ospite a Reggio Emilia per le commemorazioni di Camillo Prampolini, non ha escluso l'ipotesi.
"A noi stamane viene comunicata una decisione cautelare che potrebbe essere modificata dal giudizio di merito per la riammissione di un simbolo e quindi la presentazione di una lista - ha spiegato Amato - questa è una procedura non prevista dalla legge elettorale che può avere tempi indefiniti, alla quale tuttavia bisogna conformarsi, e quindi al momento non posso escludere che essa comporti un rinvio della data delle elezioni. Una eventualità che spetta a chi ha fissato la data delle elezioni, quindi a Governo e Capo dello Stato".
Non bastano dunque cinquant'anni di governo democristiano, non ancora dimenticato dai molti, ma la Dc ci deve creare problemi ancora oggi. Giusta la decisione di un possibile rinvio se verrà confermata la riammissione della Dc, ma in una situazione politica come quella italiana, instabile a dir poco sarebbe un ulteriore danno per il nostro paese.
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CALCIO - E ora solo Scudetto?
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GIOELE URSO
Cristiano Ronaldo e Rooney mettono in cassaforte la qualificazione alla semifinale di Champions per il Manchester United. La Roma all'Olimpico ha ceduto per 0-2 agli inglesi subendo un gol per tempo.
Qualificazione dunque in cassaforte per il Manchester? La Roma in Inghilterra dovrà segnare tre reti e non subirne neppure una. Dovrà segnare due reti per mettere in equilibrio la faccenda ed una terza per la qualificazione alla semifinale. Un compito forse troppo oneroso per gli uomini di Spalletti che affrontano una delle squadre più in vena d'Europa.
Ovvio che i giallorossi hanno l'obbligo di credere nella qualificazione fino alla fine dei 180 minuti, ma ovvio pure che una grande squadra deve comprendere quando giunge il momento di abbassare le armi per puntarle contro altri avversari.
La mancata, probabile, qualificazione in semifinale permetterà alla Roma di puntare solo più sul campionato e realisticamente quattro punti da recuperare non sono tantissimi. L'Inter è nel mirino, ma per raggiungerla prima si deve battere il Genoa non pensando al ritorno con il Manchester. Fino a mercoledì prossimo la Roma deve giocare partita per partita.
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POLITICA - Dove è la democrazia?
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GIOELE URSO
Sono uno spettatore distratto e spero che questo sia il motivo principe del mio sgomento. Spiego quale è il fattore che mi ha fatto saltare sulla seggiola pochi istanti fa: partiamo dal presupposto che sono un italiano medio ed ho preferito guardare la partita questa sera anche se la Rai si è dimenticata di acquistare i diritti televisivi. Ad un certo punto nella serata decido di fare zapping e mi soffermo su Rai2 quando vedo il faccione di Veltroni. Medito sul fatto che mi piacerebbe vedere un confronto diretto tra Berlusconi e Veltroni (purtroppo una bella tribuna politica dove tutti i leader maggiori candidati in queste elezioni si confrontino non possiamo vederla...).
Pochi istanti fa sul TG3 vedo che Berlusconi è stato presente alla stessa trasmissione televisiva di Veltroni e deduco che la presenza fosse di questa sera. Ora, spero che lo sgomento nasca dal fatto che sono uno spettatore distratto e che Berlusconi fosse ospite ieri sera e non questa sera... Anche se rimane poco democratico che in Italia i candidati si rifiutino di affrontarsi in un faccia a faccia. Negli Stati Uniti sono al ventesimo confronto e passa. Solo noi non sappiamo far valere la democrazia sulle ambizioni degli ipotetici leader candidati premier?
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Il ritorno del Pizzino
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Marco Allocco
Dopo diversi mesi di inattività riparte il pizzino.info, sito di informazione e critica, dove con un occhio rivolto verso il mondo, ed uno rivolto dentro a noi stessi, cercheremo di proporre critiche e pensieri liberi continuando il percorso iniziato ormai un anno fa. Internet è piena di siti d'informazione......ma solo alcuni informano veramente....
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